Manutenzione dei generatori di calore: catasto impianti e documenti obbligatori

Aggiornato al 6 settembre 2026

La manutenzione periodica dei generatori di calore non è soltanto una buona pratica per ridurre consumi, guasti ed emissioni: è un adempimento che coinvolge il responsabile dell’impianto e deve essere eseguito da un’impresa abilitata, nel rispetto delle istruzioni tecniche e della normativa vigente.

In Campania è inoltre fondamentale che l’impianto sia correttamente censito nel Catasto degli Impianti Termici e che i rapporti previsti siano trasmessi e conservati. Un impianto efficiente deve essere anche documentalmente in regola.

Chi è responsabile della manutenzione?

La responsabilità dell’esercizio, della conduzione, del controllo e della manutenzione ricade sul responsabile dell’impianto: normalmente il proprietario o l’occupante dell’immobile; per gli impianti centralizzati, l’amministratore di condominio o l’eventuale terzo responsabile.

Il responsabile deve affidare le operazioni a un manutentore in possesso dei requisiti previsti. L’installatore o il manutentore deve indicare per iscritto quali controlli sono necessari e con quale frequenza, sulla base delle istruzioni del fabbricante, del progettista e delle norme tecniche applicabili.

Ogni quanto va eseguita la manutenzione?

Non esiste una scadenza unica valida per ogni generatore. La periodicità dipende dal tipo di impianto, dalla potenza, dal combustibile, dalle istruzioni del costruttore e dalle indicazioni scritte dell’installatore o del manutentore.

La manutenzione ordinaria e il controllo di efficienza energetica sono attività collegate ma distinte: il controllo di efficienza energetica non sostituisce la manutenzione necessaria a garantire sicurezza e corretto funzionamento.

Catasto degli impianti: cosa deve essere comunicato?

In Campania gli impianti termici devono essere censiti nel Catasto territorialmente competente, integrato nel Catasto Regionale degli Impianti Termici (Ca.R.I.T.). A seguito dell’accatastamento viene assegnato un codice impianto, da riportare sui documenti e sulle comunicazioni relative all’impianto.

Quando è previsto il Rapporto di Controllo di Efficienza Energetica (RCEE), il manutentore abilitato deve trasmetterne telematicamente una copia al Catasto entro 60 giorni dal controllo, e comunque entro l’eventuale termine fissato dall’Autorità competente. La corretta acquisizione genera una ricevuta, che è opportuno conservare insieme alla documentazione dell’impianto.

Devono essere comunicate con le modalità previste anche le variazioni rilevanti, come il cambio del responsabile dell’impianto, la nomina o cessazione del terzo responsabile e la disattivazione dell’impianto.

I documenti obbligatori da conservare

Il responsabile deve mantenere ordinata e aggiornata la documentazione tecnica e amministrativa. In particolare, secondo la tipologia dell’impianto, occorre conservare:

  • il libretto di impianto per la climatizzazione, aggiornato dal manutentore;
  • il libretto d’uso e manutenzione dell’impianto;
  • i manuali di uso e manutenzione di generatori, bruciatori e altre apparecchiature;
  • la dichiarazione di conformità ai sensi del D.M. 37/2008 o la documentazione equivalente prevista per gli impianti più datati;
  • i rapporti di controllo tecnico relativi a ogni manutenzione ordinaria e straordinaria;
  • i Rapporti di Controllo di Efficienza Energetica e le ricevute di trasmissione al Catasto, quando previsti;
  • il codice identificativo dell’impianto;
  • le eventuali autorizzazioni e certificazioni obbligatorie, come documentazione INAIL o antincendio, quando applicabili;
  • le comunicazioni riguardanti il responsabile, il terzo responsabile o la disattivazione dell’impianto.

La legge regionale stabilisce che la documentazione degli interventi sia conservata dal responsabile per almeno cinque anni; il libretto di impianto accompagna invece l’impianto per tutta la sua vita utile. Tutto deve essere disponibile in caso di controllo o ispezione.

Perché non basta “fare il controllo”

Un intervento tecnico privo di corretta registrazione o una documentazione incompleta può lasciare l’impianto non regolare sotto il profilo amministrativo. La mancata o tardiva trasmissione dei rapporti e le carenze documentali possono inoltre determinare richieste di integrazione e controlli prioritari da parte dell’Autorità competente.

Affidarsi a un’impresa abilitata permette di verificare il generatore, aggiornare il libretto, compilare il rapporto corretto e gestire gli adempimenti verso il Catasto.

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Fonti normative: Legge Regione Campania 20 novembre 2018, n. 39; D.P.R. 16 aprile 2013, n. 74; Decreto MISE 10 febbraio 2014 sui modelli di libretto e rapporti di efficienza energetica. Le indicazioni sono informative e devono essere verificate rispetto alla tipologia e alla potenza del singolo impianto e alle disposizioni dell’Autorità territorialmente competente.

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